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Le parole che non ti ho detto: riflessioni sul TOV

Meglio ancora potremmo dire “i concetti che non ti ho detto”, perché di parole ve ne faremo vedere a iosa e vi dimostreremo come i discorsi possano svilupparsi anche lungo traiettorie prolungate senza però condurre da nessuna parte, aspetto molto importante da considerare quando si parla di tono di voce aziendale. Avete presente un discorso lungo e apparentemente serio, al termine del quale però vi chiedete: “Embè? Cosa mi è stato detto in definitiva?”
No, nessun riferimento politico, tranquilli, ma solo il piacere di avvolgervi un po’ con quella che notoriamente viene definita “aria fritta”. E, sì, è un aspetto che potrebbe riguardare anche il modo in cui comunica la vostra azienda.
“Le parole sono importanti!” diceva (o meglio gridava) Nanni Moretti nel suo Palombella Rossa… ma lo sono davvero tutte? In questo articolo vi dimostreremo come molte, in effetti, non lo sono per niente.

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Dolcetto, scherzetto e naming perfetto

Avete presente le infinite diatribe tra marito e moglie quando si tratta di scegliere un nome per il nascituro? Ecco, immaginatele e poi moltiplicatele inserendo nella moltiplicazione anche i fattori “gusti del committente” + “gusti del pubblico” + “esigenze del mercato” + “creatività dei copywriter” ed inizierete forse a farvi un’idea di quanto sia complicato il nostro lavoro quando ci viene chiesto di studiare un nome per un nuovo prodotto/servizio o per una nuova azienda. Quello che in termini tecnici viene definito naming.

In questo articolo, per goderci assieme a voi fino in fondo lo spirito di Halloween, ci divertiremo a scoprire i naming più brutti della storia. I brividi sono assicurati!

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Tour degust-attivo della nuova sede Flashfactory
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Tour degust-attivo di Flashfactory

Durante l’inaugurazione della nuova sede abbiamo voluto portare i nostri ospiti in un mini tour degust-attivo del nostro studio di comunicazione alla scoperta degli spazi in cui lavoriamo e soprattutto dei reparti in cui siamo organizzati. È piaciuto così tanto che abbiamo pensato di riproporvelo anche qui in maniera virtuale!

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Abbiamo immaginato di rinnovare la nostra immagine in una maniera che neanche te la immagini!

Sabato 5 ottobre abbiamo svelato al mondo la nostra immagine rinnovata, ne abbiamo parlato qui.
Adesso, come vi avevamo promesso, è giunta l’ora di illustrarvi il perché delle nostre scelte. Cosa ci ha spinto a modificare il nostro logo, il nostro payoff e la nostra immagine in generale? Ve lo raccontiamo in questo articolo.

Un’identità che ci andava ormai stretta

Agenzia pubblicitaria, agenzia di comunicazione, studio grafico, “quelli della pubblicità”, “quelli della covertina”… tutte definizioni parziali, frammenti di un’immagine più complessa che riuscivano ad inquadrare soltanto una sfaccettatura di noi. Perché negli anni siamo cresciuti, siamo cambiati, abbiamo puntato ad alzare sempre più il tiro.

Perciò ad un certo punto ci siamo fermati, ci siamo guardati negli occhi (o negli occhiali) e ci siamo detti: «Ragazzi, ma quello su cui predichiamo tanto con i nostri clienti, l’importanza che l’immagine esterna rifletta l’identità interna, da quanto tempo non ci prendiamo il tempo di applicarlo su di noi? Chi siamo noi? Ora che il team è cresciuto, ora che 12 diverse personalità arricchiscono con il loro punto di vista l’identità globale dell’azienda, siamo davvero soddisfatti del volto che vediamo nel metaforico specchio?»

Da qui ci siamo scatenati. Interviste singole e di gruppo, brain storming, lunghe passeggiate meditative per il quartiere… fino a mettere a fuoco con precisione cosa siamo e cosa non siamo. Questo video lo illustra perfettamente.

Il lato B della comunicazione

Il nostro payoff lo dichiara esplicitamente: abbiamo scelto di osservare le cose da un punto di vista diverso! Di analizzarle sotto una luce diversa. Di esplorare percorsi strategici diversi. Di porci in maniera diversa, in definitiva, di fronte ad un mondo – il nostro mondo, quello della comunicazione – che spesso rischia di cadere in generalizzazioni, banalizzazioni o categorizzazioni che appiattiscono l’offerta e standardizzano i processi.

“Lato B” sta a rappresentare tutto questo, ma anche di più! Il di più per ora non ve lo sveliamo, stay tuned per i prossimi articoli e per tutti gli spunti che vi lanceremo sulle nostre pagine Facebook ed Instagram.

Il logotipo

Arriviamo infine al logo vero e proprio: una grande F ruotata in maniera speculare, con una forma e dei colori ben precisi e con una inclinazione particolare. Non vi vogliamo svelare integralmente i retroscena, perché conoscere i trucchi toglie fascino alla magia, ma siamo felici di condividere alcuni elementi caratterizzanti.
Ad iniziare dalla prospettiva della F. Una forma solida trasmette sicurezza ma può risultare anche pesante, immutabile, vecchia, perciò abbiamo giocato con una prospettiva non precisa, che la rendesse dinamica. Il risultato trasmette fierezza, sicurezza di sé, espansione.
La scelta di riempire la F con più colori, con dei tratteggi e con dei bordi di quello spessore va a cogliere l’animo giovane e pop con il quale affrontiamo le sfide comunicative di ogni giorno.
Il font scritto infine conferisce un tocco di leggerezza, spontaneità, freschezza e bilancia la presenza imponente della F che lo sovrasta.

Volete saperne ancora di più? Continuare a seguirci, ne vedrete delle B…elle!

State pensando che anche la vostra immagine avrebbe bisogno di una rinfrescata?

Scoprite i nostri servizi di grafica

 

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Inaugurazione della nuova sede e della nuova immagine

Vi avevamo anticipato che da un po’, qui in Flashfactory, qualcosa bolliva in pentola e, finalmente, possiamo svelarvelo: oltre alla nuova sede abbiamo ora un nuovo logo e una nuova immagine, più rappresentativi di ciò che siamo, di ciò che facciamo e del nostro approccio e visione. Rimanendo in tema di pentole che bollono e cibo… con B-Uffet e il B-Peritivo sabato abbiamo festeggiato la rinnovata Flashfactory. Ve li raccontiamo  in questo articolo!

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social network per aziende e professionisti
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Social network per aziende e professionisti

Social network per aziende e professionisti: servono davvero? Funzionano e portano risultati? Ha senso investirci? Quali usare e come usarli? Se hai un’azienda, un’attività commerciale o sei un professionista che offre i propri servizi probabilmente ti sei posto queste domande.

In questo articolo vogliamo chiarire alcuni punti sull’uso dei social network per lavoro e sull’importanza dei social media per le aziende. Punti attorno ai quali ci sono ancora molta confusione e risposte contrastanti tra di loro. Se vuoi fare un po’ di chiarezza, continua a leggerci!

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Veni, vidi…video

Ti ricordi la famosa canzone “Video killed the radio star”?
Era il 1980. A distanza di 39 anni potremmo parafrasarla dicendo che oggi “i video aiutano le aziende a diventare star”!
Pensa al fatto che Youtube è il secondo sito più visitato al mondo e può vantare ben 1,9 miliardi di utenti al mese. Pensa a come Facebook in questo momento sta spingendo sul fronte dei video. Pensa a quanto, in ogni istante della tua vita, le immagini in movimento hanno ormai soppiantato quelle statiche.
Tu sei un imprenditore, perciò sai valutare da solo il ritorno che può avere tutto questo se trasportato nella tua azienda.
In questo articolo approfondiremo proprio questo, rispondendo alla domanda che tanti imprenditori come te ci pongono: “Perché dovrei fare un video aziendale?”

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